decreti sicurezza

 il prossimo conterrà... la pena di morte!

Visualizzazione post con etichetta gabriela scherer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gabriela scherer. Mostra tutti i post

26 luglio, 2026

Rienzi è approdato sano e salvo sulla verde collina. Radio-ascolto.

Il Festival è entrato nel vivo con la prima del nuovo arrivato in famiglia: Rienzi, versione Bayreuth 2026.

[Per il momento si tratta di un arrivo che non prevederebbe… permanenza, e infatti già nel programma 2027 Rienzi non compare, così come il nuovo Ring a propulsione IA. Tutto è nato dalla mancata realizzazione dell’originario, faraonico progetto di Kathy Wagner, consistente nel celebrare – quest’anno - il 150° anniversario del Festival proponendo per la prima volta tutti i 10 titoli che, dal 1901, compongono l’offerta artistica di Bayreuth (in passato il massimo si era raggiunto 11 volte, nel 1960-62, 1964, 1968-1970, 2022-2025, con 8 titoli). Progetto che non è andato in porto per ragioni prevedibilmente organizzative e finanziarie, il che ha suggerito alla Kathy di limitare a 6 i titoli tradizionali, ma di aggiungere la primizia del Rienzi per dare il dovuto risalto all’anniversario. In futuro i piani prevederebbero di offrire due nuove produzioni, affiancate dalla ripresa di altre: nel 2027 le nuove saranno Parsifal e Lohengrin, affiancate da Tannhäuser e Meistersinger. Staremo a vedere se, dopo le 9 recite di questa primizia, la Kathy deciderà di riproporre ancora Rienzi in futuro. Personalmente non vedrei motivi per non farlo.]

Quanto al contenuto della proposta, mi sento di dire che è un buon compromesso fra l’ipertrofico originale (per quanto se ne sa) e le eccessive riduzioni che spesso snaturano il soggetto. Questa di Bayreuth è una scelta abbastanza equilibrata: vengono riaperti alcuni tagli, fra i quali quello particolare dell’Ouverture, dove il tema principale viene esposto all’inizio per tre volte invece di due come da tradizione. Invece alcuni tagli più o meno inoffensivi (primo e soprattutto secondo atto) hanno consentito di mantenere in vita il Balletto (sia pure in versione accorciata) senza con ciò creare eccessivi appesantimenti e rispettando lo spirito originale dell’opera, che in questo intermezzo musicale aveva uno dei capisaldi, come da capitolato tecnico di un grand-opéra. Anche il terzo atto ha subito abbondanti sforbiciate ma ci ha inaspettatamente offerto la primizia di un breve e delicato Preludio (che contrasta nettamente con l’Allegro agitato che apre l’atto) mai ascoltato prima… credo. La sorpresa più ardita (ma secondo gli amici di Radio Clasica fu un’invenzione di Wieland, anni ’50) è stato l’anticipo della preghiera di Rienzi dall’inizio del quinto a quello del quarto atto! Altri tagli (compensati da riaperture) anche nei due atti finali.

Per ciò che si può giudicare dall’ascolto via… bit mi è parsa un’esecuzione di alto livello, Orchestra (Nathalie Stutzmann) e Coro (Thomas Eitler-de Lint) in testa.

Del cast bene, per me, le due interpreti femminili, a partire dalla solidissima – en travesti - Jennifer Holloway e, subito sotto, la Irene di Gabriela Scherer.

Andreas Schager mi è sembrato piuttosto opaco nell’emissione nei primi due atti, poi si è ripreso abbastanza bene (anche se nel massacrante finale ha sofferto un po’).  

Assai bene Vitalij Kowaljow (Raimondo) e su livelli apprezzabili Andreas Bauer Kanabas (Colonna) e Michael Nagy (Orsini). Hanno degnamente completato il cast Matthias Stier (Baroncelli), Michael Kupfer-Radecky (Cecco del Vecchio) e Victoria Randem (Messaggero di pace).

In conclusione, direi che l’intraprendente Kathy abbia fatto centro.