Già
poco dopo l’inizio della sua prima stagione come Direttore Musicale
dell’Orchestra Sinfonica di Milano il rampante Tjek è
diventato un idolo del pubblico e pure della critica, che gli ha assegnato di
recente il prestigioso Premio Abbiati. Così
ieri sera si è portato appresso anche la famigliola (a partire dal padre-d’arte
Loris) in platea ad applaudirlo. [A
proposito, chissà se è mai successo, o che effetto farebbe vedere padre e
figlio in scena insieme, il primo sul podio e il secondo imbracciando il
violino…]
Dopo
lo Shostakovich patriottico, ecco ancora un programma tutto russo, con la
coppia Borodin-Prokofiev, due personaggi
curiosamente provenienti dalle periferie dell’impero zarista e poi sovietico: Georgia
(il padre di Borodin) e Ukraina orientale (Prokofiev).
Di
Aleksandr Borodin è in programma una selezione di brani da Il
Principe Igor, precisamente:
1.
Ouverture dell’opera,
2.
Marcia dei guerrieri polovesiani (Preludio atto III),
3.
Danza delle fanciulle polovesiane (secondo numero dell’Atto II),
4.
Danze polovesiane (ultimo numero dell’Atto II).
Detto
che la musica che si ascolta è un poco anche farina del sacco di Rimski e
Glazunov, che si presero l’onere di completare una partitura lasciata dall’Autore
come un colabrodo… c’è da dire che questo Borodin non a caso ricorda da vicino Musorgski,
per la crudezza, quasi barbarie, dei temi di estrazione popolare che costellano
la partitura. L’unica eccezione è quella rappresentata dalla sognante melodia
delle fanciulle, poi ripresa dall’intero coro, che innerva la scena delle Danze
polovesiane. [I diversamente giovani ricorderanno l’impiego di questo
tema fatto nel musical Kismet, con il titolo di Stranger
in Paradise, qui
a 2’00”, che fece conoscere anche a parecchi musicomani
l’esistenza di Borodin!]

Quasi
sempre le esecuzioni in sala da concerto impiegano solo l’orchestra, ma questa
signora Orchestra è anche affiancata da un gran Coro (diretto da Massimo
Fiocchi Malaspina), il che ci ha consentito di ascoltare le Danze complete
anche delle voci, così come previsto dall’Autore. Danze che hanno chiuso in
gran spolvero un’esecuzione a dir poco entusiasmante.
Dobbiamo
davvero ringraziare l’Orchestra, il Coro e i loro condottieri per questo autentico
regalo – una cosa più unica che rara! - che ci hanno fatto. E il pubblico è
letteralmente impazzito riservando a tutti un’accoglienza trionfale.
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Sergej
Prokofiev,
che già due settimane fa aveva monopolizzato il programma, torna con quella che
personalmente considero una delle musiche più straordinarie prodotte
nell’intero ‘900: il balletto Romeo & Giulietta, del quale
abbiamo ascoltato un estratto dalle tre Suite, comprendente [numeri
Suite da numeri Balletto]:
1.
Danza del mattino [S3-2 da B-4]
2.
La strada si risveglia [S1-2 da B-3]
3.
Maschere [S1-5 da B-12]
4.
Morte di Tibaldo [S1-7 da B-33-6-35-36]
5.
Montecchi e Capuleti [S2-1 da B-7-13]
6.
La giovane Giulietta [S2-2 da B-10]
7.
Danza delle 5 coppie [S2-4 da B-24]
8.
Romeo e Giulietta prima della separazione [S2-5 da B-38-39-43]
9.
Romeo presso la tomba di Giulietta [S2-7 da B-51-52]
Impaginazione
decisa dal Tjek in persona, pescando numeri dalle tre Suite proposte
direttamente dall’Autore. Ma questa è musica talmente bella che qualsivoglia
selezione e ordinamento dei brani garantisce infallibilmente il gradimento del
pubblico.
Come
è puntualmente accaduto anche ieri, dopo che l’ottavino ha guidato gli archi sul
DO maggiore della conclusione spirituale, eterea, di Giulietta addormentata per
l’eternità. Il
Tjek ha imposto almeno 20 secondi di religioso silenzio; poi, l’entusiasmo incontenibile del pubblico ha letteralmente scosso l’Auditorium dalle
fondamenta!
Fra
Direttore e musicisti e fra entrambi e il pubblico si è instaurata un’atmosfera
di totale comunione: un momento magico che speriamo duri il più a lungo
possibile…