Dopo
il convincente Meistersinger (di Gatti…), le conferme del Ring
della Young e del Parsifal di Heras-Casado, il Lohengrin di ieri ha
chiuso il primo turno di recite a Bayreuth. A proposito, Thielemann, alla
ricomparsa del piccolo Gottfried – 5h29’50” - ha fatto cantare a
Lohengrin, come sempre lui ha fatto (e come sempre si era fatto ovunque) la
parola Führer invece dell’addomesticata Schützer, imposta in
passato a Bayreuth dalla tenutaria Kathi Wagner – come qui a 3h17’52” - per ipocrite
ragioni pseudo-politiche. La questione era stata alla base dei dissapori fra il
Direttore e la stessa Wagner, che ha evidentemente ceduto all’autorevolezza
di Thielemann, richiamandolo quest’anno dopo due stagioni di assenza e in più
assegnandogli il prestigioso incarico per il Ring del 150°.
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Dal
10 al 22 Agosto Pesaro torna ad ospitare il Festival che dall’ormai
lontano 1980 ha cambiato il volto della città rossiniana nel periodo culminante
delle vacanze estive.
Frotte
di pellegrini arrivano qui dalle parti più remote del globo terracqueo per
seguire la rassegna che ogni anno propone (o ri-propone) produzioni di opere
del grande Gioachino, impreziosite dalle cure della Fondazione Rossini che
ne sta via-via realizzando (manca davvero poco al suo completamento) la
cosiddetta Edizione critica.
Dal
punto di vista logistico la novità di quest’anno è la… scomparsa dall’orizzonte
di quella gigantesca vongola a valve spalancate che rispondeva al nome di
Adriatic Arena e, più recentemente, a quello (personalizzato sullo sponsor) di Vitrifrigo
Arena. Le tre opere del cartellone principale e il concerto finale saranno
ospitati dal glorioso Teatro Rossini e (la sola Zelmira) dall’Auditorium Scavolini
(ex-Palafestival di buona memoria) già riportato in servizio lo scorso anno.
Accanto
a Zelmira avremo L’Italiana in Algeri e un dittico (La
cambiale di Matrimonio accoppiata alle Soirées musicales) più il
concerto finale che, invece di musiche rossiniane, ci offrirà quelle composte
in onore e cordoglio del Maestro: la Messa per Rossini.
Altra
novità di questa edizione: il ritorno dell’Orchestra del Comunale di Bologna
(dopo il divorzio del 2017, con conseguente parentesi occupata dall’OSN-RAI)
che si farà carico di tre dei quattro eventi principali: l’altro (il dittico)
vedrà impegnata la locale Filarmonica Rossini.
I
cori saranno affidati a Paolo Veleno che guiderà le masse del
Ventidio Basso.
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Zelmira dovrebbe basarsi
sull’edizione critica (già impiegata nel 2009, pur essendo ancora in fase di
rifinitura a quella data) includendo quindi, in particolare, le due aggiunte
fatte da Rossini al second’atto: per Vienna-1822, la nuova aria di Emma (Ciel pietoso,
ciel clemente,
qui a 8’09”) su versi di Giuseppe Carpani; e per Giuditta
Pasta a Parigi-1826, la nuova aria di Zelmira (Da te spero, o
ciel clemente,
qui a 59’20”) e la successiva scena mutuata da Ermione
(comprendente anche la cabaletta Dei, vindici
ognor voi siete) aperta (1h03’42”) dal passaggio
che Rossini si auto-imprestava per la quarta volta almeno (dopo le ouverture di
Eduardo&Cristina, Bianca&Falliero, Mathilde di Shabran…):
Ovviamente
tutto cambia rispetto alla precedente produzione del 2009: a Roberto Abbado
succede sul podio Giacomo Sagripanti e la coppia di tenori (allora i
fenomeni JDF-Kunde) sarà composta da Lawrence Brownlee e Enea Scala,
con Anastasia Bartoli nei panni del title-role (allora fu la Aldrich).
La
regìa del 2009 (Barberio Corsetti) fu ampiamente contestata, per la discutibile
attualizzazione ai giorni nostri e altre assortite amenità. Vedremo come e
quanto di meglio saprà meritarsi il mitico Calixto Bieito, che in fatto
di immaginifiche visioni non scherza per davvero…
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Italiana: La nuova
produzione è affidata all’ormai navigata Rosetta Cucchi, già presente al
ROF nel 2018 con una simpatica Adina e nel 2022 con un controverso (perchè
di stampo verista) Otello. Oggi il soggetto sembrerebbe prestarsi meglio
al primo caso, il che fa ben sperare.
Sul
podio ci sarà Dmitry Korchak e in scena terrà banco la decana del
Festival, Daniela Barcellona. Mustafà sarà Giorgi Manoshvili al
quale auguriamo lo stesso successo di Alex Esposito del 2013. E poi la Elvira
di Vittoriana de Amicis e il duo di tenori Gurgen Baveyan / Josh
Lovell.
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Les
soirées musicales
sono dodici canzoni (4 su testi di Metastasio e 8 di Pepoli) che
Rossini compose appena andato in pensione dall’opera, fra il 1830 e il 1835.
Gli originali sono per voci e pianoforte, ma qui al ROF verranno presentati (per
la prima volta) nella sobria orchestrazione di Fabio Maestri, come
aperitivo alla Cambiale.
1.
La promessa (Metastasio). Canzonetta
(Allegretto in LAb maggiore, 6/8). È una lode che l’innamorato fa delle
pupille dell’amata. Non smetterò mai di amarvi, né mai v’ingannerò: poiché
siete e sarete il mio fuoco, finchè vivrò.
2.
Il rimprovero (Metastasio). Canzonetta
(Andantino in SOL maggiore, 3/8). Un innamorato respinto soffre in
silenzio, ma l’amata, così crudele, non potrà impedirgli di amarla.
3.
La partenza (Metastasio). Canzonetta
(Andantino in SOL maggiore, 6/8). Fileno viene abbandonato dalla
sua Nice. Vivrà solo di pene, pensando solo a lei. E lei, chissà se si
ricorderà di lui…
4.
L’orgia (Pepoli). Arietta
(Allegretto in SIb maggiore, 6/8). Inno a Bacco e a Venere!
5.
L’invito (Pepoli). Bolero
(Allegro moderato in LA minore, 3/4). Accorata invocazione di Eloisa
al suo Ruggiero, perché venga finalmente a consolarla.
6.
La pastorella dell’Alpi
(Pepoli). Tirolese (Allegretto in DO maggiore, 3/4). La bella
pastorella offre cibo e fiori a chiunque passi dalla sua casetta. Ma il suo
amore… uno solo lo otterrà.
7.
La gita in gondola (Pepoli). Bararola
(Andantino grazioso in SOL e SIb maggiore, 12/8). Il marinaio invita la
bella Elvira a raggiungerlo sulla laguna per provare le gioie d’amore.
8.
La danza (Pepoli). Tarantella
napoletana (Allegro con brio in LA minore, DO maggiore e LA
maggiore, 6/8). È la canzone più famosa della serie, e verrà ripresa nel 1918,
magistralmente orchestrata da Ottorino Respighi, come primo numero del
suo balletto La boutique fantasque.
9.
La regata veneziana (Pepoli). Notturno
a due voci (Allegro moderato in DO maggiore, 6/8). In dialetto
veneto, Tonio e Beppe si sfidano nella regata e una novizia trepida per il suo
bene. In questa nona canzone c’è un motivetto danzante per terze impiegato
alla lettera da tale Franz vonSuppè nel 1846 (quindi più di 10 anni dopo
la composizione di Rossini) nella sua operetta Dichter und Bauer:

10.
La pesca (Metastasio). Notturno
a due voci (Andante grazioso in LAb maggiore, 3/8). La bella Nice
viene chiamata dall’innamorato a godere la brezza in riva al mare.
11.
La serenata (Pepoli). Notturno
a due voci (Andantino in SIb maggiore, 12/8). Due innamorati si
invitano reciprocamente ad inoltrarsi nella selva oscura, solo amore lo saprà…
12.
Li marinari (Pepoli). Duetto
(Allegro moderato in SOL minore e maggiore, 6/8). [Questa
canzone era piaciuta anche a Wagner.] Due marinari si fanno
reciprocamente coraggio nel mare che minaccia tempesta. Ma alla fine torna il
sereno e si torna a terra, dalla propria… bella.
Le
quattro voci impegnate (tessiture da quartetto SATB) sono tre protagonisti dell’Italiana
(De Amicis, Niño e Baveyan) più Paolo Nevi (che compare in Zelmira).
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La
Cambiale
riprende la speciale e coraggiosa produzione di Laurence Dale (con Gary
McCann e Ralph Kopp) del 2020, che fu una vera scommessa… dato che si
era in piena emergenza-Covid! Sul podio salirà Christopher Franklin, che
succede all’allora quasi esordiente Korchak.
A Pietro
Spagnoli (nel ruolo di Mill) spetterà il compito di ripetere la maiuscola
prestazione di allora di Carlo Lepore. Mattia Olivieri non dovrà farci
rimpiangere Iurii Samoilov e Paola Leoci dovrà vedersela con il
complesso personaggio di Fanni.
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La
Messa per Rossini
nacque da un’idea di Giuseppe Verdi, un anno dopo la scomparsa del genio
pesarese. In queste scarne
note,
scritte in occasione di un’esecuzione guidata da Chailly alla Scala del 2017,
avevo riassunto le bizzarre vicende dell’opera, dalla genesi alla sepoltura e
poi alla… resurrezione.
E
così oggi questa Messa a 13 mani approda anche al ROF, che
significativamente la dedica alla memoria dell’indimenticabile Gianfranco
Mariotti, suo padre spirituale e materiale, scomparso nello scorso
novembre.
Sarà
Donato Renzetti a dirigerla, con le autorevoli voci del citato Korchak
e della rampante Vasilisa Berzhanskaya. Caterina Piva, Misha
Kiria e Marco Mimica completano il cast.
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Quanto
alla diffusione via etere, Radio3
rimane fedele alla tradizione, irradiando le prime tre serate (10-11-12) alle
ore 20 (salvo l’ipertrofica Zelmira, che inizia alle 19:00).
Qui
le consuete tabelle
statistiche
relative alle edizioni del ROF.