05 giugno, 2026

La Carmencita di Michieletto è in arrivo alla Scala.

La Carmen di Damiano Michieletto (co-prodotta con ROH e Teatro Real) arriva al Piermarini lunedì 8, sotto la direzione di Myung-Whun Chung. Produzione già inaugurata con successo (ma anche critiche) a Londra nel 2024 e poi subito ripresa nel 2025 dalla ROH (che la rimette in scena per la terza stagione fra qualche mese) e infine a Madrid lo scorso dicembre.

Date le circostanze, della produzione si sapeva molto, se non tutto (la si poté vedere nelle sale cinematografiche già due anni orsono) così come era noto l’approccio del regista a questo lavoro.

Interessanti (anche se non sono mai oro colato, né verità assolute, per definizione) le recensioni alle precedenti uscite dello spettacolo. Che, ai nostri fini, valgono (se valgono) quasi esclusivamente per gli aspetti relativi all’allestimento, dato che Direzione musicale e cast delle uscite precedenti sono totalmente diversi da quelli che opereranno qui da noi.

2024-ROH

L’autorevole Connessi all’opera dà un giudizio positivo, ma senza particolari entusiasmi, e sembra attribuire al lavoro del regista scarsa innovatività e trovate più stucchevoli che davvero interessanti.

Il recensore di Operaincasa, che ha assistito allo spettacolo irradiato in una sala cinematografica semideserta (!), titola di conquista di Londra, anche se nel testo non emergono poi chiare argomentazioni (a parte il successo di pubblico in teatro) a giustificare quel titolo.

L’autorevole Guardian loda la proposta di Michieletto, non senza qualche punta critica su due delle trovate del regista (l’impiego dei bambini negli intervalli e la presenza in scena della madre di Josè).      

Planethugill lamenta eccessivo (persino squallido!) verismo e scarsità di colore mediterraneo nella proposta di Michieletto, criticando anche l’eccessiva compressione dei tempi narrativi (fra gli atti 2/3 e 3/4).  

Forumopera loda quasi incondizionatamente il lavoro di Michieletto, principalmente per aver rispettato il mirabile equilibrio fra la leggerezza che caratterizza i primi due atti e il progressivo addensarsi delle oscure nubi che porteranno alla tragedia. Anche qui qualche riserva sui bambini e la compressione dei tempi narrativi.

Operatoday apprezza, senza panegirici, il lavoro registico, ma attribuisce il principale merito del successo alle… voci.

Il Sole24Ore ha solo elogi per la regia, l’ambientazione e la gestione dei protagonisti. Unico neo, l’ingombrante presenza della madre di José.

Il critico di Seenandheard (che ha visto lo streaming) è il più insoddisfatto dello spettacolo, nel quale non trova quasi nulla di interessante: si aspettava molto di più da Michieletto, dopo i precedenti successi a Londra.

2025-ROH

L’inviata di Sipario ha solo lodi per Michieletto, di cui apprezza proprio l’approccio iper-verista della concezione dell’opera.

Lo stesso dicasi per Londonunattached, che sottolinea la magistrale recitazione di tutto il cast, sotto la sapiente guida del regista.

2025-Madrid

L’inviato spagnolo di Seenandheard la pensa come il suo collega britannico: spettacolo deludente.

LeSalonMusical mostra di apprezzare incondizionatamente la proposta del geniale e visionario Damiano Michieletto.

Il recensore di Operatraveller loda in generale lo spettacolo, ma… da Michieletto si aspettava qualcosa di più emozionante.

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Mah, come si vede le reazioni sono diverse (anche molto diverse) ma la media, per quel che conta, dato il campione per definizione poco rappresentativo, è di ampia sufficienza. Caso mai si percepisce un diffuso senso di aspettative non completamente soddisfatte: insomma, un Michieletto troppo poco… Michieletto!?!

Vedremo dal vivo, per ora mi limito a proporre un mio modesto contributo all’inquadramento dell’opera.