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11 aprile, 2026

Orchestra Sinfonica di Milano – 25-26.20 – Sunwook Kim, tastiera e podio

Il sud-coreano, londinese di adozione, Sunwook Kim (compirà 38 anni fra pochi giorni) esordisce sul (e giù dal…) podio dell’Auditorium come protagonista assoluto del settimanale concerto dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

Pianista acclamato, da pochi anni si dedica alla direzione d’orchestra, e così qui si esibisce nei due ruoli di solista e Direttore.

Dapprima con il più arduo (non solo a mio giudizio) del cinque Concerti beethoveniani, il Quarto, in SOL maggiore. [Qui una sua interpretazione – solo come solista… - del lontano 16 novembre 2012 ad Helsinki, e qui sue interessanti esternazioni, in particolare (verso la fine del video) sul ruolo del pianoforte nel centrale, enigmatico Andante con moto.]

Sunwook ha disposto il pianoforte (senza coperchio) con la tastiera rivolta verso la sala, quindi suonando e dirigendo dando le spalle al pubblico. Il che può essere anche un vantaggio per il solista che – da Direttore – può così vedere meglio in faccia tutti gli orchestrali, in questo Concerto dove l’interazione fra il singolo e i tutti è portata da Beethoven al massimo grado.

Prestazione invero notevole, con tecnica sopraffina sciorinata a piene… mani. Ma convincente anche l’approccio interpretativo, dove il nascente romanticismo del brano è ancora temperato da leggerezza mozartiana. Superlativo l’Andante per tensione espressiva.

Il pubblico dell’Auditorium (al limite del tutto-esaurito!) ha accolto trionfalmente l’esecuzione e così Sunwook ci ha ripagato con un bis ancora beethoveniano.

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Asceso da tastiera a podio, il simpatico Sunwook ha diretto un brano che laVerdi ha suonato millanta volte, con la spalla Santaniello quasi sempre nel ruolo del titolo: la principessa Sceherasada! [Qui alcune mie note sul – rinnegato? - soggetto e sulla musica.Partitura mandata a memoria e diretta con ampio gesto della bacchetta (ma a mani nude, come in Beethoven, nella terza parte della Suite).

Date le circostanze, si potrebbe insinuare che sia stato il Direttore a farsi trascinare dall’Orchestra e non viceversa, ma… l’esperienza si fa anche così! Qualche anno fa mi capitò di scrivere quasi le stesse cose in identiche circostanze a proposito di una giovane promessa… e mi fa piacere di essere stato facile profeta! E così anche in questa occasione potremmo essere stati testimoni di un passaggio importante nella carriera di un Direttore che potrebbe – per origini, atteggiamento e persino affinità… fisica – diventare in breve un nuovo Myung-Whun Chung!


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