Dopo
21 anni, torna alla Scala l’unica (di fatto) opera di Claude Debussy,
Pelléas et
Mélisande,
affidata alla coppia Maxime Pascal / Romeo Castellucci.
Il soggetto simbolista di Maeterlinck, a dir poco bizzarro, e la musica di Debussy, tacciabile di eccesivo cerebralismo, rendono l’opera – che pure nasce ancora nell’800, ben prima delle rivoluzioni atonali e seriali (Schönberg&C) del ‘900 - piuttosto difficile da metabolizzare.
Da Pascal (qui una sua apprezzabile interpretazione del 2016) ci aspettiamo grandi cose. Da Castellucci… speriamo bene.
Ripropongo qui un mio compendio sull’opera, che spazia dall’analisi delle differenze fra il testo originale del letterato belga e il libretto di Debussy, ai diversi interrogativi che l’approccio simbolista fa nascere, alle caratteristiche musicali dell’opera e infine all’elencazione dei motivi musicali ricorrenti, come individuati da Maurice Emmanuel.


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