Altra stazione del MITO, in un
Conservatorio stracolmo, dove purtroppo il venerabile Yuri Temirkanov, annunciato sul programma originario, ha dovuto
dare forfait (ancora una volta... managgia, ma mica si può criminalizzare un
81enne dalla salute malferma se si vede costretto a disdire appuntamenti; o lo giudichiamo
alla stregua di una qualunque starlette
capricciosa che si prende gioco di tutto e di tutti?) sostituito dal solido, ma
non ancora venerabile, austro-rumeno Ion
Marin a dirigere i Filarmonici di
SanPietroburgo.
Programma
testa-coda:
una prima italiana e una... millesima
mahleriana.
L’apertura è stata però una...
cerimonia: presenti la Presidente e il Direttore artistico del MITO, nonchè
l’immancabile maieuta Gaia Varon, l’Assessore
DelCorno ha infatti premiato il compositore James MacMillan con il prestigioso Sigillo
della città, in omaggio al suo consolidato sodalizio con Milano.
E proprio del compositore scozzese abbiamo ascoltato la prima italiana del Larghetto for Orchestra,
trascrizione strumentale di un brano per coro a cappella del 2009
(originariamente dedicato al complesso londinese The Sixteen) intitolato Miserere (tratto
dal Salmo 51). La strumentazione è
del 2017 e fu dedicata al 10° anniversario di Manfred Honeck come guida della Pittsburgh
Symphony, dei quali si può apprezzare proprio la prima
esecuzione (suggerisco di scaricare l’mp3 per poi ascoltarlo su iTunes
o altro player).
Mentre il Miserere può essere scambiato -
ad un ascolto naïf - per gregoriano o
fiammingo, il Larghetto, introducendo
modiche dosi di armonia, si presenta quasi come un lavoro di primo-novecento,
sospeso fra diatonismo e atonalità. Lo schema che segue consente di allineare i versi del Miserere al Larghetto: i tempi indicati si riferiscono alla citata esecuzione
di Honeck a Pittsburgh.
Larghetto
|
Miserere
|
21”
.
1’11”
.
2’02”
.
2’40”
.
3’40”
.
4’22”
.
5’08”
.
5’50”
.
6’28”
.
7’04”
.
7’34”
.
8’01”
.
8’32”
.
9’42”
.
10’06”
.
10’41”
.
11’18”
.
11’57”
.
12’39”
.
13’31”
.
|
Miserere mei, Deus,
secundum magnam misericordiam tuam.
Et secundum multitudinem miserationum
tuarum,
dele iniquitatem meam.
Amplius lava me ab iniquitate mea:
et a peccato meo munda me.
Quoniam iniquitatem meam ego cognosco:
et peccatum meum contra me est semper.
Tibi soli peccavi, et malum coram te
feci:
ut justificeris in sermonibus tuis, et
vincas cum judicaris.
Ecce enim in inquitatibus conceptus
sum:
et in peccatis concepit me mater mea.
Ecce enim veritatem dilexisti:
incerta et occulta sapientiae tuae
manifestasti mihi.
Asperges me hyssopo, et mundabor:
lavabis me, et super nivem dealbabor.
Auditui meo dabis gaudium et
laetitiam:
et exsultabunt ossa humiliata.
Averte faciem tuam a peccatis meis:
et omnes iniquitates meas dele.
Cor mundum crea in me, Deus:
et spiritum rectum innova in
visceribus meis.
Ne projicias me a facie tua:
et Spiritum sanctum tuum ne auferas a
me.
Redde mihi laetitiam salutaris tui:
et spiritu principali confirma me.
Docebo iniquos vias tuas:
et impii ad te convertentur.
Libera me de sanguinibus, Deus, Deus
salutis meae:
et exsultabit lingua mea justitiam
tuam.
Domine, labia mea aperies:
et os meum annuntiabit laudem tuam.
Quoniam si voluisses sacrificium,
dedissem utique:
holocaustis non delectaberis.
Sacrificium Deo spiritus
contribulatus:
cor contritum, et humiliatum, Deus,
non despicies.
Benigne fac, Domine, in bona voluntate
tua Sion:
ut aedificentur muri Jerusalem.
Tunc acceptabis sacrificium justitiae,
oblationes, et holocausta:
tunc imponent super altare tuum
vitulos.
|
Brano davvero di grande effetto, che i sanpietroburghesi hanno perfettamente introiettato per poi restituirlo ad un pubblico che ha ascoltato in religioso silenzio, prorompendo alla fine in un calorosissimo applauso: per gli esecutori e per l’Autore, tornato sulla ribalta a ringraziare.
___
La super-inflazionata Titan-Sinfonie ha poi chiuso la parte ufficiale della serata. A partire dalla Mahler-renaissance del dopoguerra, chissà quante volte le pareti della vetusta Sala Verdi hanno accolto e riverberato i Naturlaute e i fracassi di quest’opera... ricordo personalmente un’esecuzione degli anni ’70, con l’Orchestra RAI-MI e un ventenne israeliano di belle speranze (quel Daniel Oren che in questi giorni è protagonista del Rigoletto alla Scala) dirigerla danzando sul podio come un orso da circo ed accompagnandola con rantoli e urla strozzate!
Ieri sera i Filarmonici-della-Neva, pur orfani del loro condottiero, hanno offerto una prova magistrale: grazie ai buoni uffici del compassato ma un po’ gigionesco Marin, naturalmente, ma soprattutto - credo io - alla loro perfetta intesa, che li fa assomigliare ad una macchina (come si cerca di fare oggi nel campo automobilistico) che sa perfettamente districarsi da sola anche in mezzo al traffico più caotico! Insomma: difficile stabilire il nesso causa-effetto fra i suoni prodotti dall’Orchestra e le mossette del Direttore...
Trionfo assicurato e congedo con un Brahms ungherese.
La super-inflazionata Titan-Sinfonie ha poi chiuso la parte ufficiale della serata. A partire dalla Mahler-renaissance del dopoguerra, chissà quante volte le pareti della vetusta Sala Verdi hanno accolto e riverberato i Naturlaute e i fracassi di quest’opera... ricordo personalmente un’esecuzione degli anni ’70, con l’Orchestra RAI-MI e un ventenne israeliano di belle speranze (quel Daniel Oren che in questi giorni è protagonista del Rigoletto alla Scala) dirigerla danzando sul podio come un orso da circo ed accompagnandola con rantoli e urla strozzate!
Ieri sera i Filarmonici-della-Neva, pur orfani del loro condottiero, hanno offerto una prova magistrale: grazie ai buoni uffici del compassato ma un po’ gigionesco Marin, naturalmente, ma soprattutto - credo io - alla loro perfetta intesa, che li fa assomigliare ad una macchina (come si cerca di fare oggi nel campo automobilistico) che sa perfettamente districarsi da sola anche in mezzo al traffico più caotico! Insomma: difficile stabilire il nesso causa-effetto fra i suoni prodotti dall’Orchestra e le mossette del Direttore...
Trionfo assicurato e congedo con un Brahms ungherese.
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