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04 novembre, 2015

laVERDI annuncia la stagione 2016 – alla faccia di Nastasi


Mancano ancora gli ultimi 7 dei 64 concerti della lunghissima (causa EXPO) stagione 14-15 e laVERDI ha annunciato, nella bellissima sede del MAC, la stagione 2016, che coprirà quindi l’anno solare, da gennaio a dicembre.

La stagione principale consta dei tradizionali 38 concerti e vedrà parecchie interessanti presenze. Cito, per tutte, quella di Jader Bignamini, che ascolteremo in 6 concerti, perché il Maestro cremonese, cresciuto come strumentista nell’orchestra di cui è Direttore Associato, sta ormai prendendo il largo in fatto di repertorio: che spazierà da Prokofiev (Romeo) a Wagner (tre preludi) a Shostakovich, Ciajkovski, Stravinski, Rossini (un gala) e Dvorak, oltre alla ripresa del Requiem verdiano e ad un nuovo approccio a Brahms (la prima).

Anche le altre iniziative sono confermate, ad eccezione, per ora, della stagione de laVERDI BAROCCA. E qui entra in ballo tale Salvo Nastasi: che sarebbe l’autore materiale del crimine perpetrato nei confronti de laVERDI, consistente nel suo declassamento istituzionale con conseguente dimezzamento dei fondi pubblici (da due a un milione) che impedisce – per ora – alla Fondazione di garantire anche la stagione barocca.

Il D.G. Corbani non è stato tenero con Nastasi (simpaticamente apostrofato come malvagio). A precisa domanda su quale sia il movente che spinge le pubbliche istituzioni a penalizzare regolarmente (fin dalla sua nascita) l’Orchestraverdi, Corbani ha usato toni politically-correct, dicendosi semplicemente stupito che in Italia iniziative che dovrebbero essere benemerite (come questa) vengono invece boicottate alla grande.

Ciò che Corbani non dice esplicitamente lo scrivo allora io: perchè laVERDI, a differenza di (quasi) tutte le altre fondazioni lirico-sinfoniche italiane, non ha mai accettato, non accetta e (speriamo!) mai accetterà di trasformarsi in un carrozzone inefficiente ma assai funzionale alle razzìe di politici e politicanti di ogni risma (i vari Nastasi e i loro mandanti, appunto); di diventare uno dei tanti orti e orticelli funzionali al voto-di-scambio e alla distribuzione di privilegi e prebende.

Se alla testa della Verdi, invece di Corbani-Cervetti-Jais ci fosse gente prona al potente di turno e disposta ad ogni compromesso, state pur certi che di milioni non ne riceverebbe 2 ma 10: che però, invece che in cultura, finirebbero in colture di ogni specie di clientelismo, sprechi e inefficienze.

E allora, che Dio ci conservi laVERDI contro tutti i Nastasi. E siccome anche Dio può non bastare, tocca a tutti coloro che hanno a cuore la cultura far sentire la propria voce (e il proprio portafoglio!) a sostegno di questa realtà unica nel desolante panorama nazionale. 

1 commento:

Amfortas ha detto...

Quando si dice parlare chiaro. Ciao.