che bonisoli ce la mandi buona

31 agosto, 2017

La Scala riapre anticipando Natale


Solitamente proposta come fiaba natalizia per i piccoli, Hänsel und Gretel viene invece programmata ancora in (piena) estate alla ripresa scaligera dopo la pausa agostana. Si tratta di una produzione del Progetto Accademia della Scala, che prevede 8 recite, a partire da sabato 2 settembre.

L’opera, che ebbe sin dalla sua prima (1893) un enorme successo in Germania, è stata invece accolta con il contagocce (anche se sempre con buon gradimento) all’estero: a Milano debuttò il 6 aprile 1897 (in traduzione italiana); Toscanini la diresse alla Scala nel 1902, poi nel 1903 a Buenos Aires; l’ultima apparizione al Piermarini risale a 58 anni fa: Antonino Votto sul podio e un cast di prima grandezza, che includeva Renata Scotto, Fiorenza Cossotto e Rolando Panerai. L’unica altra presenza scaligera nel dopoguerra è del 1952 (sempre in italiano, diretta da Argeo Quadri):


La direzione e concertazione sono affidati ad un solido direttore di tradizione teutonica, Marc Albrecht, apprezzato qui già nel 2012, quando arrivò in emergenza a dirigere la straussiana Fr-o-Sch, mentre l’allestimento è del salisburghese Sven-Eric Bechtolf

Il sito del Teatro riporta una durata (senza intervalli, ovviamente) di 90 minuti, che è nettamente inferiore a quella di un’edizione completa (ad esempio questa di Solti, tuttora una delle esecuzioni di riferimento) che ne conta 105-110: ciò lascia pensare a tagli non proprio marginali apportati alla partitura... staremo a sentire.

Per un sommario inquadramento dell’opera, mi permetto di rimandare chi legge ad alcune mie note di presentazione, pubblicate un paio d’anni fa in occasione delle pregevoli rappresentazioni del Regio torinese

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