che bonisoli ce la mandi buona

30 giugno, 2016

Mirandolina ceca a casa sua


La veneziana Fenice metterà in scena fra poco la più famosa commedia del più veneziano dei letterati, ma la musica e pure il libretto sono di un... ceco! Ecco in sintesi la Mirandolina di Bohuslav Martinů, composta nel 1954 e andata per la prima volta in scena domenica 17 maggio del 1959 (poco più di 3 mesi prima della scomparsa dell’autore, a Liestal) al Teatro Nazionale di Praga, con testo tradotto in lingua ceca da Rudolf Vonásek (un tenore che cantò anche la parte del Conte, nel secondo cast) e con aggiunta di balletti. Qui la locandina della recita del 2 giugno:


Il soggetto per certi versi richiama quello del Fritz, che la Fenice ha ospitato poche settimane addietro, trattando di un uomo che si proclama inossidabile alle tentazioni dell’amore e finisce per cadere come una pera cotta ai piedi di una donna. E inoltre sono simili la durata (circa 100 minuti) e la struttura (suddivisione in tre atti) così come la collocazione di un Intermezzo strumentale in apertura del terz’atto. Le somiglianze però finiscono qui, chè 15 lustri non sono passati invano e la musica di Martinů, per quanto saldamente ancorata al diatonismo, contiene elementi di innovazione (di stampo neoclassico) che ne sottolineano la modernità.

Per costruire il suo libretto, Martinů – aiutato dall’Aniante (Antonino Rapisarda) - prese come base il testo de La locandiera di Goldoni (1751) intervenendoci poi prevalentemente per sottrazione. Così ritroviamo nell’opera intere frasi prese di peso dalla commedia originale, parola per parola. Lo schema che segue mostra sinteticamente la struttura del lavoro di Goldoni e del libretto di Martinů. Vi si possono notare le differenze più macroscopiche (scene omesse e varianti apportate) accanto a quelle puramente formali (Goldoni seguiva più pedissequamente la regola dei cambi di scena ad ogni diversa composizione della presenza di personaggi, Martinů ha invece accorpato parecchio). Da notare anche che il compositore ha ignorato il personaggio del Servitore del Conte, invero insignificante: con ciò però rompendo la perfetta e quasi esoterica simmetria numerica goldoniana (9 personaggi: 3 uomini della nobiltà, 3 donne borghesi e 3 servitori). Ha anche ripristinato la corretta dizione di Forlimpopoli, che Goldoni (non si sa quanto involontariamente, peraltro) aveva storpiato in Forlipopoli.


Goldoni
Martinů
ATTO I
Scena I: Marchese, Conte
Il Marchese e il Conte vantano le rispettive prerogative: l’uno il lignaggio di lunga data e l’autorevolezza, l’altro i quattrini.
Scena II: Marchese, Conte, Fabrizio
Il Conte spiega a Fabrizio la differenza che lo separa dal Marchese, dandogli uno zecchino, cosa che il Marchese si guarda bene dal fare.
Scena III: Marchese, Conte
segue Scena II: Marchese, Conte
Ancora schermaglie fra Marchese e Conte a proposito del denaro e della nobiltà.
Scena IV: Marchese, Conte, Cavaliere 
Scena III: Marchese, Conte, Cavaliere 
Marchese e Conte spiegano le ragioni per cui amano Mirandolina al Cavaliere, il quale afferma di non voler saperne assolutamente di donne.
Scena V: Marchese, Conte, Cavaliere, Mirandolina
Scena IV: Marchese, Conte, Cavaliere, Mirandolina
Il Marchese vorrebbe invitare Mirandolina in camera sua, mentre il Conte pubblicamente le fa omaggio di un paio di orecchini. Il Cavaliere pretende biancheria migliore e se ne va.
Scena VI: Marchese, Conte, Mirandolina
segue Scena IV: Marchese, Conte, Mirandolina
Mirandolina si lamenta delle maniere del Cavaliere, e il Marchese e il Conte le promettono di aiutarla a liberarsi di lui.
Scena VII: Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio
Scena V: Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio
Fabrizio annuncia al Conte l’arrivo di un gioielliere. Il Conte va ad incontrarlo: vuol acquistare un nuovo gioiello per farne dono a Mirandolina.
Scena VIII: Marchese, Mirandolina
segue Scena V: Marchese, Mirandolina
Il Marchese mostra finalmente di invidiare il Conte per i suoi denari: fosse in lui, assicura Mirandolina che la sposerebbe!
Scena IX: Mirandolina sola
Scena VI: Mirandolina sola
Monologo di Mirandolina, ch disprezza tutti gli uomini che fanno i cascamorti con lei, ma non sopporta che il Cavaliere la ignori. Così decide di farlo innamorare!
Scena X: Mirandolina, Fabrizio
Scena VII: Mirandolina, Fabrizio
Mirandolina avverte Fabrizio che andrà lei personalmente a recare la biancheria al Cavaliere. A lui che le chiede di ricordare l’avvertimento del padre (di sposarlo) risponde che ci penserà quando verrà il momento opportuno. Per ora lo tiene sulla corda. Fabrizio resta interdetto.
Mirandolina avverte Fabrizio che andrà lei personalmente a recare la biancheria al Cavaliere. Per ora lo tiene sulla corda. Fabrizio resta interdetto.
Scena XI: Cavaliere, Servitore
omessa
Il Servitore recapita al Cavaliere una lettera da Siena: è morto tale Conte Manna e la figlia eredita una fortuna. Tutti vorrebbero che fosse lui a sposarla. Il Cavaliere straccia la lettera: a lui non interessa il denaro se vi è legato un vincolo matrimoniale.
Scena XII: Cavaliere, Marchese
omessa
Il Marchese fa visita al Cavaliere, sparlando del Conte. Il Cavaliere gli rimprovera il suo innamoramento per una borghese, ma improvvisamente il Marchese gli accenna ad un problema...
Scena XIII: Cavaliere, Marchese, Servitore
omessa
Il Servitore reca una cioccolata. Il Cavaliere ne ordina una seconda per il Marchese. Appreso che è finita, offre la sua all’ospite, che la beve senza complimenti e poi gli rivela finalmente il suo problema: è completamente al verde e gli chiede in prestito venti zecchini! Il Cavaliere gli mostra una sua borsa, che contiene poco più di uno zecchino e il Marchese si accontenta di quello.

Scena XIV: Cavaliere solo
omessa
Il Cavaliere si rallegra di aver perso solamente uno zecchino: è più che altro dispiaciuto per aver rinunciato alla cioccolata!
Scena XV: Cavaliere, Mirandolina
Scena VIII: Cavaliere, Mirandolina
Mirandolina reca la biancheria al Cavaliere, che sulle prime la tratta scorbuticamente. Ma lei comincia ad interessarlo mostrandosi premurosa e condividendo la di lui diffidenza verso le donne che fanno le civette e criticando gli uomini che fanno i cascamorto. É sicura di aver fatto colpo su di lui e si ripromette di farlo capitolare.
Mirandolina reca la biancheria al Cavaliere, che sulle prime la tratta scorbuticamente. Ma lei comincia ad interessarlo mostrandosi premurosa e condividendo la di lui diffidenza verso le donne che fanno le civette e criticando gli uomini che fanno i cascamorto.
Scena XVI: Cavaliere solo
Scena IX: Cavaliere solo
Il Cavaliere ribadisce a se stesso la sua regola di vita. Però, sorpreso della sua stessa crescente ammirazione per Mirandolina, si ripromette di starne il più possibile alla larga.

ATTO II
Scena XVII: Ortensia, Dejanira, Fabrizio
Scena I: Ortensia, Dejanira, Fabrizio
Fabrizio accoglie nella locanda Ortensia e Dejanira, credendole due dame.
Scena XVIII: Ortensia, Dejanira
omessa
Le due donne si rivelano per ciò che sono: due commedianti, che si fingono dame. Verranno raggiunte a giorni dai rispettivi uomini, che arrivano da Pisa in barca.
Scena XIX: Ortensia, Dejanira, Fabrizio
segue Scena I: Ortensia, Dejanira, Fabrizio
Fabrizio accerta le (false) generalità delle due: Baronessa Ortensia del Poggio (da Palermo) e Contessa Dejanira del Sole (da Roma).
Scena XX: Ortensia, Dejanira, Mirandolina
segue Scena I: Ortensia, Dejanira, Mirandolina
Mirandolina sospetta subito che le due non siano delle nobili e poco dopo loro finiscono per ammetterlo apertamente.
Scena XXI: Ortensia, Dejanira, Mirandolina, Marchese
segue Scena I: Ortensia, Dejanira, Mirandolina, Marchese
Il Marchese arriva mostrando un fazzoletto nuovo, facendolo apprezzare alle due dame e poi a Mirandolina, alla quale lo regala. Mirandolina prima rifiuta, poi accetta dietro le insistenze del nobiluomo.
Scena XXII: Ortensia, Dejanira, Mirandolina, Marchese, Conte
segue Scena I: Ortensia, Dejanira, Mirandolina, Marchese, Conte
Arriva il Conte che regala a Mirandolina un gioiello per fare da pendant con gli orecchini. Lei rifiuta, ma poi lo accetta, facendo ingelosire ulteriormente il povero Marchese, che perde anche l’invito a cena delle due dame, che se ne vanno con il Conte.
Scena XXIII: Mirandolina sola
omessa
Monologo di Mirandolina, che non si fa corrompere dalle ricchezze del Conte e dalla protezione del Marchese. Lei adesso si è impegnata (per puro puntiglio e non perchè veramente interessata a lui) a far cadere nella sua rete il Cavaliere e, visto che lui non le ha subito chiuso la porta in faccia, nutre buone speranze di poter riuscire nell’impresa.
ATTO II
Scena I: Cavaliere, Servitore, Fabrizio
Scena II: Cavaliere, Servitore, Fabrizio
Fabrizio ha recato la zuppa e il Servitore invita il Cavaliere a tavola: Mirandolina lo ha espressamente fatto servire per primo. Il Cavaliere è sempre più colpito dalle attenzioni della locandiera (anche il Servitore mostra ammirazione per lei) ma è deciso a partire per Livorno per sfuggire alle tentazioni.
Scena II: Cavaliere, Servitore
segue Scena II: Cavaliere, Servitore
Un nuovo manicaretto manda in estasi il Cavaliere, che ricomincia ad apprezzare le qualità di Mirandolina e chiede al Servitore di portare i suoi complimenti alla locandiera.
Scena III: Cavaliere, Servitore
segue Scena II: Cavaliere, Servitore
Il Servitore torna con i ringraziamenti di Mirandolina, che sta preparando un nuovo intingolo. Il Cavaliere è sempre più colpito dalle qualità della donna, ma vuol resistere e andarsene al più presto. Poi si informa su Marchese e Conte, del quale non manca di criticare l’atteggiamento sempre disponibile verso le donne, non ultime Ortensia e Dejanira.
Il Cavaliere è sempre più colpito dalle qualità della donna, in particolare dalla sua sincerità.
Scena IV: Cavaliere, Servitore, Mirandolina
Scena III: Cavaliere, Servitore, Mirandolina
Mirandolina arriva e serve personalmente un nuovo squisito manicaretto al Cavaliere, che ne rimane soggiogato. Fra i due ha luogo uno scambio di complimenti che viene suggellato da un brindisi a base di Borgogna.
Scena V: Cavaliere, Mirandolina, Marchese
Scena IV: Cavaliere, Mirandolina, Marchese
Il Marchese fa irruzione nella stanza dove il Cavaliere sta brindando con Mirandolina. Lei spiega la cosa con un piccolo malore. Il Marchese chiede di assaggiare il vino per valutarlo.
Il Marchese fa irruzione nella stanza dove il Cavaliere sta brindando con Mirandolina. Il Marchese chiede di assaggiare il vino per valutarlo.
Scena VI: Cavaliere, Mirandolina, Marchese, Servitore
segue Scena IV: Cavaliere, Mirandolina, Marchese
Dopo aver mangiato e apprezzato il manicaretto di Mirandolina, il Marchese disprezza il vino di Borgogna e offre a lei e al Cavaliere del vino di Cipro. Il Cavaliere mostra di apprezzarlo (mentendo) mentre Mirandolina lo definisce apertamente disgustoso, dando una lezione di sincerità al cavaliere. Il Marchese manda il Servitore con tre bicchierini del suo vino dal Conte (che sta pranzando con le due dame). Poi chiede al Cavaliere se ha visto il fazzoletto che ha regalato a Mirandolina, che dichiara di amare perdutamente.
Dopo aver mangiato e apprezzato il manicaretto di Mirandolina, il Marchese chiede al Cavaliere se ha visto il fazzoletto che ha regalato alla locandiera, quindi assaggia il vino di Borgogna e dichiara di amare perdutamente Mirandolina.
Scena VII: Cavaliere, Mirandolina, Marchese, Servitore
omessa
Il Conte ha ricambiato il favore del Marchese (vino di Cipro) con vino delle Canarie. Il Marchese lo disprezza, ma se ne va via portandosi dietro la bottiglia.
Scena VIII: Cavaliere, Mirandolina, Servitore
segue Scena IV: Cavaliere, Mirandolina, Servitore
Dopo avere canzonato il Marchese, il Cavaliere invita Mirandolina ad un ultimo brindisi, che lei accompagna cantando una curiosa ed ammiccante filastrocca: Viva Bacco, viva Amore.
Dopo avere canzonato il Marchese, il Cavaliere invita Mirandolina ad un ultimo brindisi, che lei accompagna cantando una curiosa ed ammiccante filastrocca: Viva Bacco, viva Amore. Filastrocca ripetuta subito a due voci.
Scena IX: Cavaliere, Servitore
Scena V: Cavaliere, Servitore
Il Cavaliere si sente in trappola e per l’ultima volta decide di fuggirsene a Livorno.
Scena X: Conte, Ortensia, Dejanira
omessa
Il Conte confida alle due (finte) dame di essere innamorato di Mirandolina e poi esprime i suoi giudizi sul Marchese e sul Cavaliere. A proposito di quest’ultimo, chiede alle due comiche di provare a farlo innamorare.
Scena XI: Conte, Ortensia, Dejanira, Servitore2
omessa
Il Conte manda il suo Servitore a chiamare il Cavaliere, dopo aver promesso alle dame di procurare i regali che il Marchese ovviamente non può fare.
Scena XII: Conte, Cavaliere, Ortensia, Dejanira
omessa
Il Cavaliere arriva e il Conte gli presenta le due (finte) dame, che cominciano a fargli domande vaghe, mentre lui è impaziente di andarsene via, a Livorno. Il Conte li lascia soli.
Scena XIII: Cavaliere, Ortensia, Dejanira
omessa
Ortensia e Dejanira cercano di stuzzicare il Cavaliere che - finchè le crede dame - vorrebbe andarsene al più presto. Quando però gli rivelano di essere commedianti, allora si distende, non avendo nulla da temere da donne come quelle. Così le tratta con il loro stesso linguaggio e quelle se ne vanno scornate.
Scena XIV: Cavaliere, Servitore
segue Scena V: Cavaliere, Servitore
Il Cavaliere si compiace di aver licenziato le due commedianti, ma continua a sospirare per Mirandolina. Il Servitore avverte il Cavaliere che nella sua camera è arrivato il Marchese, che il Cavaliere vuole evitare a tutti i costi. Così chiede al Servitore di preparare i bagagli. Però nel suo animo si manifesta un vivo contrasto.
Il Cavaliere chiede al Servitore di fargli preparare il conto, avendo deciso di partire subito. Però nel suo animo si manifesta un vivo contrasto.
Scena XV: Cavaliere, Fabrizio
omessa
Fabrizio comunica al Cavaliere che Mirandolina gli porterà il conto, ma non in camera, dove c’è il Marchese. Fabrizio non perde occasione per dileggiare il nobile: Mirandolina non sarà mai sua.
Scena XVI: Cavaliere solo
segue Scena V: Cavaliere solo
Il Cavaliere vede Mirandolina arrivare con il conto e si prepara a reggere l’ultimo assalto.
Scena XVII: Cavaliere, Mirandolina
Scena VI: Cavaliere, Mirandolina
Mirandolina arriva con il conto e con le lacrime agli occhi, mostrando dolore per l’improvvisa partenza del Cavaliere. Infine finge uno svenimento, al che il Cavaliere riconosce di essere innamorato pazzo di lei. Va a prendere dell’acqua per farla rinvenire e si ripromette di rimanere.
Scena XVIII: Cavaliere, Mirandolina, Servitore
segue Scena VI: Cavaliere, Mirandolina, Servitore
Il Servitore arriva con i bagagli, ma il Cavaliere lo manda al diavolo, poi si china su Mirandolina per farla rinvenire.
Scena XIX: Cavaliere, Mirandolina, Marchese, Conte
segue Scena VI: Cavaliere, Mirandolina, Marchese, Conte, Ortensia, Dejanira
Arrivano il Marchese e il Conte che si prendono gioco del Cavaliere, che se ne va via furioso, rompendo il vaso dell’acqua ai piedi del Marchese. Mirandolina gongola per la vittoria conseguita.
Arrivano il Marchese e il Conte (con Ortensia e Dejanira) che si prendono gioco del Cavaliere, che se ne va via furioso rompendo il vaso dell’acqua ai piedi del Marchese. Mirandolina gongola per la vittoria conseguita e ripete il brindisi di Bacco.
ATTO III
Scena I: Mirandolina, Fabrizio
Scena I: Mirandolina, Fabrizio, Servitore
Mirandolina stira la biancheria e chiede a Fabrizio il ferro caldo. Lui si lamenta di come viene trattato, teme che lei lo ignori, puntando a sposare un nobile. Lei gli dà risposte ambigue.
Scena II: Mirandolina, Servitore
segue Scena I: Mirandolina, Servitore
Il Servitore del Cavaliere porta a Mirandolina una boccetta d’oro zecchino con dell’elisir di melissa. Lei chiede come mai il Cavaliere non glielo abbia dato al momento del suo svenimento. Il Servitore le confida che boccetta e contenuto sono stati appena acquistati. Mirandolina rifiuta il dono, poi, sulle insistenze del Servitore, ne beve un sorso e restituisce la boccetta.
Il Servitore del Cavaliere porta a Mirandolina una boccetta d’oro zecchino con dell’elisir di melissa. Mirandolina rifiuta il dono, nonostante le insistenze del Servitore, e restituisce la boccetta.
Scena III: Mirandolina, Fabrizio
segue Scena I: Mirandolina, Fabrizio
Fabrizio torna col ferro caldo. Ha incontrato il Servitore del Cavaliere dal quale ha saputo del regalo. Mirandolina gli confessa di averlo rifiutato, poi rispedisce Fabrizio a prendere un altro ferro caldo.
Scena IV: Mirandolina, Cavaliere
Scena II: Mirandolina, Cavaliere
Il Cavaliere si presenta rammaricandosi del rifiuto di Mirandolina ad accettare la boccetta d’oro. Lei lo stuzzica, incolpandolo di aver provocato il suo svenimento facendole bere troppo vino. Lui la invita ancora nella sua camera, ma lei rifiuta sdegnosamente. Lui ancora insiste perchè lei accetti la boccetta, visto che aveva accettato regali dal Marchese e dal Conte. Lei continua a martoriarlo, rinfacciandogli il suo disinteresse per le donne. Lui confessa di essere stato colpito dalla sua bellezza e gentilezza e insiste con la boccetta. Allora lei la prende e la getta nel cesto della biancheria.
Scena V: Mirandolina, Cavaliere, Fabrizio
segue Scena II: Mirandolina, Cavaliere, Fabrizio
Fabrizio torna col ferro caldo. Mirandolina lo tratta con dolcezza, per far ulteriormente ingelosire il Cavaliere.
Scena VI: Mirandolina, Cavaliere
segue Scena II: Mirandolina, Cavaliere
Il Cavaliere insinua che Mirandolina sia innamorata di Fabrizio. Lei risponde che mai si abbasserebbe a sposare un uomo di umili origini. Lui le dice che sarebbe degna di un Re, suscitando l’ironia di lei. Così il Cavaliere cede del tutto, e le confessa di amarla perdutamente, e d’esser sul punto di svenire. Allora lei gli getta la boccetta con lo spirito! Lui cerca di avvicinarla e lei lo scotta con il ferro, poi chiama Fabrizio. Il Cavaliere dà in escandescenze, ma lei lo lascia con un palmo di naso.
Scena VII: Cavaliere solo
segue Scena II: Cavaliere solo
Il Cavaliere maledice il momento in cui è caduto in trappola: ormai sa di non avere più scampo.
Scena VIII: Cavaliere, Marchese
omessa
Il Marchese rimprovera il Cavaliere per il lancio del vaso, che gli ha sporcato i calzoni. Il Cavaliere si scusa, poi il Marchese lo stuzzica insinuando che lui – a parole ostile al gentil sesso - si sia innamorato di Mirandolina. Il Cavaliere se ne va adirato.
Scena IX: Marchese solo
omessa
Il Marchese è certo che il Cavaliere sia innamorato di Mirandolina. Poi pensa a come smacchiare i calzoni. Vede la boccetta d’oro (che pensa essere similoro) ne annusa il contenuto e lo assaggia.
Scena X: Marchese, Dejanira
omessa
Arriva Dejanira e si offre di smacchiare i calzoni del Marchese, poi vede la boccetta e il Marchese finisce per regalargliela. Lei va dalla sua amica.
Scena XI: Marchese, Servitore
omessa
Arriva il Servitore del Cavaliere, in cerca della boccetta, d’oro puro. Il Marchese nega di averla vista.
Scena XII: Marchese, Conte
Scena III: Marchese, Conte, Ortensia, Dejanira
Il Marchese si dispera per aver regalato oro puro credendolo falso. Arriva il Conte che confida al Marchese che il Cavaliere è innamorato di Mirandolina. Il Marchese è certo che Mirandolina non corrisponda quell’amore, ma il Conte gli ricorda tutti gli indizi che rendono la cosa plausibile: i servizi speciali che la locandiera riserva al Cavaliere, che l’ha ospitata al suo tavolo. E lui le ha regalato una boccetta d’oro! Il Marchese approfitta per chiedere ed ottenere dal Conte del denaro in prestito. Il Conte ha deciso di abbandonare la locanda e convince il Marchese a far lo stesso. Poi gli rivela che le commedianti (che il Marchese ancora considerava delle nobili) se ne sono pure andate. Il Marchese decide di inseguirle, per recuperare la boccetta d’oro.
Arriva il Conte con Ortensia e Dejanira. Confidano al Marchese che il Cavaliere è innamorato di Mirandolina. Il Marchese è certo che Mirandolina non corrisponda quell’amore, ma il Conte gli ricorda tutti gli indizi che rendono la cosa plausibile: i servizi speciali che la locandiera riserva al Cavaliere, che l’ha ospitata al suo tavolo. Tutti insieme decidono di abbandonare la locanda.
Scena XIII: Mirandolina sola
Scena IV: Mirandolina sola
Mirandolina è preoccupata per le conseguenze del suo adescamento del Cavaliere: teme che lui possa combinare qualche guaio. Decide allora di risolvere tutti i problemi sposando Fabrizio.
Scena XIV: Mirandolina, Cavaliere, Fabrizio
segue Scena IV: Mirandolina, Cavaliere, Fabrizio
Il Cavaliere bussa alla porta (chiusa) e Mirandolina prende tempo, mandandolo in camera sua e promettendogli di raggiungerlo là. Poi chiama Fabrizio e gli confessa di essere sorpresa dalle attenzioni del Cavaliere e di aver deciso di sposarsi. Fabrizio le ricorda l’ammonimento di suo padre (a sposare lui).
Scena XV: Mirandolina, Cavaliere, Fabrizio
Scena V: Mirandolina, Cavaliere, Fabrizio
Il Cavaliere è tornato e bussa insistentemente alla porta. Mirandolina chiede aiuto a Fabrizio per difendersi da quell’assatanato, poi se ne va. Fabrizio a sua volta chiede aiuto.
Scena XVI: Cavaliere, Fabrizio, Marchese, Conte
segue Scena V: Cavaliere, Fabrizio, Marchese, Conte
Il Marchese e il Conte entrano da un’altra porta e domandano a Fabrizio di che si tratta. Il Cavaliere continua a bussare e il Conte chiede che gli si apra. Il Cavaliere entra imbestialito, in cerca di Mirandolina, accusata di non aver obbedito ad una sua richiesta. Fabrizio spiega a tutti che si trattava di un invito in camera! Viene subito cacciato via dai tre.
Il Marchese e il Conte entrano da un’altra porta e domandano a Fabrizio di che si tratta. Il Cavaliere continua a bussare e il Conte chiede che gli si apra. Il Cavaliere entra imbestialito, in cerca di Mirandolina. Fabrizio viene subito cacciato via dai tre.
Scena XVII: Cavaliere, Marchese, Conte
segue Scena V: Cavaliere, Marchese, Conte
Il Conte si prende gioco del Cavaliere, rinfacciandogli la sua incoerenza, tra il disprezzo per le donne e l’innamoramento per Mirandolina. In più, il Conte si dichiara offeso: la locandiera è innamorata di lui e il Cavaliere è reo di aver tentato di sottrargliela. Il Cavaliere nega tutto e pretende soddisfazione per l’offesa. Prende la spada del Marchese, che non esce dal fodero, poi ne esce solo uno spezzone. Il Cavaliere e il Conte stanno ormai per iniziare un duello.
Scena XVIII: Cavaliere, Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio
Scena VI: Cavaliere, Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio, Ortensia, Dejanira
Arrivano Mirandolina e Fabrizio per fermare il duello. Il Conte ripete l’accusa al Cavaliere di essere innamorato della locandiera. Il Cavaliere nega recisamente, ma mostra grande imbarazzo e nervosismo. Mirandolina, per metterlo in difficoltà, confessa di aver tentato di adescarlo, ma senza risultato. Il Cavaliere, frastornato, le chiede se tutte le sue lacrime e svenimenti fossero fasulli, mostrando a tutti di averci creduto. Mirandolina gli fa notare che così lui sembra davvero innamorato. Lui nega ancora, ma la locandiera prepara la prova del fuoco: chi è innamorato è anche geloso e lei dimostrerà che il Cavaliere geloso non è, poichè nulla obietterà apprendendo che lei intende sposare Fabrizio, come le aveva consigliato suo padre. Il Conte e il Marchese le offrono la loro protezione e una dote, che lei rifiuta. Il Cavaliere, al sommo dello scorno, la maledice e se ne va definitivamente.
Arrivano Mirandolina e Fabrizio, con Ortensia e Dejanira, per fermare il duello. Il Conte, il Marchese e Fabrizio ripetono l’accusa al Cavaliere di essere innamorato della locandiera. Il Cavaliere nega recisamente e Mirandolina, per metterlo in difficoltà, confessa di aver tentato di adescarlo, ma senza risultato. Poi annuncia a tutti che lei intende sposare Fabrizio. Il Cavaliere, al sommo dello scorno, la maledice e se ne va definitivamente.
Scena XIX: Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio
segue Scena VI: Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio, Ortensia, Dejanira
Il Conte e il Marchese hanno la conferma che il Cavaliere è davvero innamorato. Mirandolina si augura che non torni più e chiede a Fabrizio di dargli la sua mano. Lui recalcitra, temendo di restar vittima degli adescamenti di una donna insincera. Lei cerca di rassicurarlo: con il Cavaliere ha solo scherzato e da sposata saprà bene cosa fare.
Tutti hanno la conferma che il Cavaliere è davvero innamorato. Mirandolina chiede a Fabrizio di dargli la sua mano. Lui recalcitra, lei cerca di rassicurarlo: con il Cavaliere ha solo scherzato e da sposata saprà bene cosa fare.
Scena XX: Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio, Servitore
segue Scena VI: Marchese, Conte, Mirandolina, Fabrizio, Ortensia, Dejanira
Il Servitore del Cavaliere viene ad annunciare la loro partenza. Mirandolina si sente sollevata: ha corso in bel rischio! Il Conte e il Marchese ancora offrono la loro protezione, che lei rifiuta garbatamente, ma con fermezza. Poi si rivolge a Fabrizio, che ancora resta dubbioso, ma infine cede, dietro le promesse di amore e fedeltà della locandiera. Al Marchese e al Conte che ancora le fanno complimenti (il Marchese le consegna anche la boccetta d’oro) Mirandolina chiede un ultimo favore: cambiare locanda! Poi li accommiata con la morale della favola: traete una lezione da ciò che avete vissuto qui e ricordatevi della locandiera.
Fabrizio finalmente ha ceduto, e tutti si rallegrano con i novelli sposi. Infine Mirandolina espone la morale della favola: traete una lezione da ciò che avete vissuto qui e ricordatevi della locandiera. Un evviva! generale al suo indirizzo chiude l’opera.

Come si vede, pur avendo mantenuto la strutturazione in tre atti, Martinů ha introdotto alcune varianti e sforbiciate al testo originale di Goldoni, cassando alcune scene evidentemente ritenute troppo eccentriche rispetto al cuore della commedia da musicare.

Una modifica abbastanza rilevante riguarda l’anticipo della fine del primo atto, che chiude con il monologo del Cavaliere, il che comporta lo spostamento all’inizio del secondo dell’arrivo e della presentazione delle due finte dame. In questo primo atto Martinů sopprime (comprensibilmente) la scena della lettera da Siena, che non farebbe che ribadire le attitudini già note del Cavaliere verso il gentil sesso; ed anche l’episodio della cioccolata, relativo alle richieste di denaro che il Marchese avanza al Cavaliere (sappiamo già che il Marchese è in bolletta). Per la stessa ragione verrà ignorata - Atto III, Scena XII (III nell’opera) – la richiesta di denaro che il Marchese avanza al Conte. Evidentemente allo scopo di irrobustire ulteriormente la personalità di Mirandolina, Martinů elimina il particolare relativo al consiglio datole dal padre di sposare Fabrizio: così alla fine la sua decisione (non condizionata da alcunchè) acquista maggior peso e importanza.

Nel second’atto Martinů depenna (cosa questa opinabile, ma forse spiegabile col fatto che la protagonista aveva appena cantato il lungo monologo del prim’atto) il secondo monologo di Mirandolina (che in Goldoni chiude il primo atto) nel quale la locandiera manifesta la sua indifferenza per Marchese e Conte e proclama invece la sua programmatica intenzione di vincere le resistenze del Cavaliere. Cassata (a ragione) la manfrina dei vini: quello di Cipro offerto dal Marchese e quello delle Canarie ricambiato dal Conte (non fa che ri-sottolineare la tirchieria del primo e la larghezza di mezzi del secondo). Inoltre vengono espunte le scene che trattano delle trame che il Conte e le due finte dame mettono in atto, senza successo, per far innamorare il Cavaliere. Anche questa è una scelta opinabile (ci priva di un lato interessante della personalità del Cavaliere, che mostra di non temere, anzi di divertirsi a dileggiare donne... leggere) dettata probabilmente dalla necessità di concisione che condizionava il compositore.

Nel terzo atto vengono comprensibilmente omesse o smagrite le scene relative alle vicissitudini della boccetta d’oro del Cavaliere (il suo ritrovamento da parte del Marchese in cerca di... smacchiatori e ciò che ne consegue). In compenso Martinů richiama in servizio le due finte dame, probabilmente solo per far da riempitivo nei passaggi d’insieme del finale dell’opera.

Tirate le somme, è un libretto assai agile e godibile, che conserva in larga parte le qualità letterarie ma soprattutto anche morali (così Goldoni nella prefazione alla commedia) del testo originale.
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Poche sono, purtroppo, le incisioni disponibili dell’opera: la prima – pubblicata su youtube - è presa da un’esecuzione dal vivo, diretta da Riccardo Frizza (ad essa faccio riferimento nel seguito). Ecco poi un paio di recenti riprese.

Martinů si orienta verso una specie di Singspiel (dove peraltro i parlati puri sono assai ridotti) e su tecnica Durchkomponieren, dove quindi i temi ricorrenti (non si può certo parlare di Leit-Motive) si contano col lanternino. Il più evidente di questi è quello (pare quasi Rimski, Capriccio spagnolo...) che apre l’opera (5”) in DO maggiore evocando la prosopopea e la vanagloria dei nobili, restando poi in sottofondo nelle prime scene; quindi ne udiamo una citazione (16’43”) all’inizio del monologo di Mirandolina, dopo che il Marchese ha dichiarato che sarebbe pronto a sposarla. Il motivo torna ancora, anche variato, come nell’atto II, scena V (1h00’52”) quando il Cavaliere sembra deciso ad andarsene; quindi (1h38’56”) fa una fugace apparizione (atto III, scena VI) quando Mirandolina chiede pubblicamente la mano di Fabrizio. Infine (1h42’30”) fa un’ultima comparsa subito prima del travolgente finale.

Un altro motivo che si potrebbe riferire alla propensione di Mirandolina per il suo Fabrizio compare una prima volta nella scena VI del prim’atto (23’46”) quando la locandiera fa al suo cameriere una nemmeno troppo criptica dichiarazione; poi lo riudiamo (1h08’35”) nel bel mezzo...  dell’Intermezzo che apre il terz’atto; quindi ancora (1h12’40”) nella scena iniziale del medesimo atto III, dove Fabrizio insinua che Mirandolina miri a conquistare un nobile; e subito dopo (1h15’22”) ad accompagnare le parole di Fabrizio (Cara Mirandolina); infine (1h39’18”) nella successiva scena VI, allorquando Mirandolina chiede la mano di Fabrizio proprio coram-populo. Tutte le apparizioni sono sempre ed invariabilmente nella tonalità di FA maggiore, che con il DO e il SIb ha la prevalenza in questa partitura. Altro motivo che ricorre nel terzo atto è anticipato (1h08’11”) nell’Intermezzo che lo apre; il motivo torna poi (1h13’02” e 1h14’47”) durante la scena I (Mirandolina-Fabrizio) e poi ancora (da 1h16’00”) nella scena II a sottolineare le pene del Cavaliere, ormai cotto e stracotto della locandiera, come testimonia (1h21’31”) lo schianto del motivo, letteralmente sfigurato, dopo che lui le ha confessato la sua scottatura al cuore.

Essendo per principio banditi i tradizionali numeri chiusi, l’unico spazio lasciato ad un prolungato intervento solistico è il monologo di Mirandolina (atto I, scena VI, 16’34”). Un altro, minuscolo brano con caratteristiche tradizionali è il brindisi di Mirandolina (58’57”) subito ripreso dal Cavaliere e poi ripetuto dalla stessa Mirandolina in chiusura dell’atto II. Troviamo nell’opera anche duetti, terzetti e concertati, ma nessuno di essi ha struttura e caratteristiche tradizionali.

Più che motivi che caratterizzino specificamente i singoli personaggi, Martinů sembra privilegiare la pittura delle atmosfere delle scenette che si susseguono con grande rapidità. Prevalentemente i tempi sono spediti, come si addice del resto ad una commedia brillante (pur densa di significati psico-sociologici).

Martinů fa sfoggio della sua felice inventiva in alcuni brani puramente strumentali, come l’Interludio (25’14”) che separa le scene VII e VIII dell’atto I (fine del dialogo di Mirandolina con Fabrizio e visita della locandiera al Cavaliere per consegnargli la biancheria, dove lei gli dice: ad un altro non la darei... !!!) che accompagna l’agitazione della donna che si prepara alla conquista del Cavaliere e poi le maniere adulanti e ammiccanti che lei impiegherà per raggiungere l’obiettivo. Mirabile anche la breve introduzione (45’38”) alla scena II dell’atto II (il Cavaliere che ormai ha la testa occupata da Mirandolina) che presenta (46’26”) un autentico love-theme. Ma il pezzo strumentale più corposo – e famoso – è l’Intermezzo che apre l’atto III (1h07’00”) un saltarello spiritoso (dove sembrano far capolino DeFalla e Rossini) che evoca l’eccitazione di Mirandolina, ormai certa di aver messo nel sacco il Cavaliere - ma ci ricorda anche il motivo della sua simpatia per Fabrizio - e che contrasta assai con l’atmosfera della scena I, caratterizzata dal ritorno della protagonista con i piedi per terra. Più avanti (dopo la scena II) ecco un breve e nervoso intermezzo (1h23’29”) che ben sottolinea la crescente agitazione che ha invaso corpo e anima del Cavaliere, che si è appena apertamente dichiarato a Mirandolina. Prima della scena IV ancora un brano strumentale (1h27’41”) con un bell'intervento delle trombe, che introduce efficacemente lo stato d’animo preoccupato di Mirandolina, che teme di essere andata troppo in là con la finzione nei confronti del Cavaliere, ed ora comincia a pensare seriamente alla soluzione-Fabrizio.

Quanto alle voci, la parte di Mirandolina è di sicuro la più ardua: non tanto in ragione della tessitura (che tocca al massimo e proprio episodicamente il SIb, alla fine del monologo – la bella natura) ma per la quantità (la presenza quasi costante in scena) e la qualità (le mille diverse sfumature del carattere della locandiera) dell’impegno che richiede. 

Infine, la scrittura orchestrale, pur nella relativa parsimonia dei mezzi impiegati, è davvero lussureggiante e contribuisce a mantenere sempre alta la tensione lungo i tre atti dell’opera. 
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Prossimamente qualche nota dopo esperienza dal vivo.

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