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26 ottobre, 2015

Atti di pirateria applauditi a Parma

 

La penultima delle 4 rappresentazioni del Corsaro al Regio parmigiano è stata accolta da applausi e bravi! da un pubblico che occupava sì e no il 60% dei posti del teatro. Forse mancavano proprio i leggendari loggionisti, chè altrimenti i buh si sarebbero sprecati (ciò è almeno quanto penso io della recita di ieri pomeriggio).

Quando si rappresenta un’opera dichiaratamente (da Verdi medesimo!) minore c’è un solo modo per renderla digeribile: eseguirla con il massimo livello di cura e qualità degli interpreti. Bene, qui è mancato tutto: la cura di chi ha allestito lo spettacolo – parlo della parte musicale – con leggerezza (lo testimoniamo i cambi di cast fino all’ultimo) e la qualità degli interpreti (nessuno che abbia, alle mie orecchie, meritato la sufficienza piena).

Peccato, poiché la parte non-musicale (quindi per definizione la meno importante) dello spettacolo ha mantenuto le promesse: si tratta infatti della riproposizione di un pregevole allestimento del compianto Lamberto Puggelli ripreso per l’occasione dalla moglie Grazia Pulvirenti, allestimento già proposto al Regio nel 2004 e poi a Busseto nel 2008.

Il protagonista (Corrado-il-corsaro) Diego Torre aveva già ciccato completamente la prima del 14, tanto da essere sostituito alla seconda del 20: anche ieri (ancora indisposto?) ha mostrato pesanti carenze nella vocalità, con acuti presi alla sperindio e fraseggio approssimativo.

Un filino meno-peggio il suo rivale (Seid-Pascià) Ivan Inverardi, che ha un vocione tanto potente quanto incontrollato, ricordando spesso schiamazzi e stonature da ubriaconi in osteria.

Le due rappresentanti del gentil sesso non alzano la media: la piagnucolosa Medora di Jessica Nuccio esibisce una vocina inconsistente che vira al cartavetro come si sale in alto; Silvia Della Benetta (reduce ripescata all’ultimo dall’edizione del 2008) fa appena-appena di più, ma meno di quanto si può apprezzare dal video di quell’edizione.

Luciano Leoni e Matteo Mezzaro (i tirapiedi dei due protagonisti) e Seung Hwa Paek (che si sdoppia in eunuco e schiavo, chissà quale dei due ruoli preferisce!) li mandiamo a casa con il minimo sindacale.

Il Coro di Martino Faggiani se non altro non fa danni e ciò rappresenta comunque un merito. La Toscanini risponde adeguatamente alle sollecitazioni di Francesco Ivan Ciampa: peccato che il Direttore, alla proverbiale vanga di Verdi, aggiunga di suo – ahilui - anche zappa, falce e forconi!

Morale: una domenica pomeriggio andata storta (e già era cominciata malissimo al mattino con la... pirlata del pirata Valentino!)

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